AI e capitale umano: Chaberton Partners presenta il CHRO Report 2026 a Padova

Ott 27, 2026

Fonte: PadovaOggi – Padova, 27 Ottobre 2026

"CHRO Report 2026" mette al centro AI, resilienza e cultura aziendale: tavola rotonda con i responsabili HR di Bauli Group, OVS, Swegon Group e Università di Padova dalle 17.30 alle 20


"CHRO – The Orchestrator of the Adaptive Organisation" è la nuova ricerca di Chaberton Partners, società europea di executive search presente con 14 uffici nel continente. Lo studio si basa su oltre cento interviste qualitative a Responsabili HR di aziende medio-grandi attive in sei Paesi europei (Austria, Francia, Germania, Italia, Spagna e Svizzera), con il 93% degli headquarter localizzati in Europa.

La ricerca individua tre direttive principali che stanno ridefinendo ruolo e responsabilità della funzione HR:

  • il divario tra ambizione e realtà nell'adozione dell'intelligenza artificiale;
  • la crescente necessità di costruire organizzazioni resilienti, capaci di affrontare shock continui;
  • il rafforzamento della cultura aziendale come leva strategica in un contesto di convivenza multigenerazionale. 

L'evento "CHRO Report 2026" al Caffè Pedrocchi

I dati della ricerca saranno al centro dell'evento "CHRO Report 2026 – Leadership e capitale umano nell'era del cambiamento", in programma martedì 27 ottobre, dalle 17.30 alle 20, al Caffè Pedrocchi di Padova.

Nel corso della tavola rotonda, moderata da Barbara Targa, Partner di Chaberton Partners, i principali risultati dello studio saranno discussi con:

  • Massimo Bottacin, Chief People Officer di Bauli Group;
  • Gian Luca Dellepiane, Chief Human Resources di OVS;
  • Libera Anna Insalata, HR Director di Swegon Group;
  • Tommaso Meacci, HR Director dell'Università degli Studi di Padova.

Le conclusioni saranno affidate al keynote speech di Fabio Di Giammarco, CEO di Bauli Group, e di Christian Vasino, CEO e Fondatore di Chaberton Partners.
 

Intelligenza artificiale: grandi ambizioni, scarsa misurazione

L'AI è riconosciuta trasversalmente come priorità strategica, eppure la distanza tra le intenzioni dichiarate e l'esecuzione concreta rimane significativa. Soltanto il 29% delle aziende si ritiene pronta ad affrontare la transizione verso modelli di lavoro abilitati dall'intelligenza artificiale, e appena l'8% ha introdotto KPI capaci di misurarne con affidabilità il ritorno economico.
Nelle funzioni HR che dispongono di un budget dedicato all'AI, la quota media si attesta intorno al 15% delle risorse complessive: un segnale che la tecnologia è ancora trattata come progetto sperimentale più che come leva trasformativa strutturale. A bloccare il salto di scala non sono le risorse finanziarie, ma la frammentazione delle responsabilità, spesso contese tra HR e IT, e la scarsità di competenze interne.
I processi HR più investiti dalla tecnologia sono il recruiting e la selezione, la pianificazione e l'analisi predittiva della forza lavoro, e la formazione personalizzata. Parallelamente, i CHRO o Capi del Personale indicano come ostacoli primari la qualità disomogenea dei dati, la dipendenza da sistemi legacy e la resistenza culturale al cambiamento.
 

Geopolitica e resilienza: la discontinuità è diventata la norma

Il 67% dei Responsabili HR intervistati dichiara che la propria azienda ha subito un impatto diretto da fattori geopolitici (tariffe e barriere commerciali, tensioni sui mercati asiatici, pressioni sulle catene di fornitura, perdita di ricavi in aree strategiche), indipendentemente dalle dimensioni aziendali o dal settore di appartenenza. È un dato che segnala quanto la funzione HR si trovi oggi al centro di decisioni ad alto impatto: spostamenti di workforce, riorganizzazioni rapide, presidio della continuità operativa. In questo contesto, i Capi del Personale sono chiamati a consolidare competenze che fino a qualche anno fa erano appannaggio di altre funzioni: solida cultura economico-finanziaria, capacità di lettura degli scenari geopolitici, padronanza dei dati per decisioni più rapide e fondate.
 

Cultura e generazioni: cinque età del lavoro, una sola organizzazione

Nel prossimo decennio, per la prima volta nella storia, fino a cinque generazioni, dai Baby Boomer alla Generazione Alpha, lavoreranno contemporaneamente nelle stesse organizzazioni, portando valori, aspettative e stili di lavoro profondamente diversi tra loro.
La gestione di questa diversità generazionale non è più solo una questione di clima interno: è un fattore competitivo. Le aziende in grado di progettare ambienti in cui ciascuna generazione si sente riconosciuta, pur condividendo scopo e modalità operative, costruiscono un vantaggio difficile da replicare.
 

Nuove competenze per nuovi scenari

Sul fronte delle priorità di investimento in formazione, i CHRO segnalano una doppia spinta. Da un lato, la necessità di rafforzare le competenze tecniche (AI literacy, cybersecurity, data analytics) in tutta la popolazione aziendale. Dall'altro, una rivalutazione delle competenze umane: pensiero critico, intelligenza emotiva, capacità di lavorare in ambienti ad alta incertezza.
In un contesto in cui il sapere tecnico si deprezza rapidamente, la capacità di apprendere, adattarsi e collaborare diventa la competenza più difficile da rimpiazzare.


Chaberton Partners
Chaberton Partners è una società di executive search e board advisory leader in Europa, fondata a Lugano nel 2017, impegnata a individuare profili di leadership funzionali alle imprese clienti per eccellere in un mercato globale in continua evoluzione. Già presente in 6 Paesi (Austria, Francia, Germania, Italia, Spagna e Svizzera), ha piani ambiziosi di ulteriore espansione e combina gli standard di una realtà internazionale con l'approccio sartoriale di una boutique. Opera in tutti i settori di mercato, spaziando dai beni di consumo ai servizi finanziari e professionali, life sciences, industria e tecnologia.