L’anno appena conclusosi, tra le immaginabili difficoltà di una pandemia internazionale, sta facendo registrare per molte imprese risultati inaspettatamente positivi. I dati non sono ancora pienamente disponibili e certamente non definitivi, ma le imprese familiari hanno reagito con immediatezza e fermezza agli eventi e i dialoghi condotti con gli imprenditori confermano molti ‘chiaro’ tra i tanti ‘scuro’.
Il nuovo anno si è aperto con importanti incognite e gli economisti ritengono che il 2021 sarà un anno di transizione e di profondo ripensamento per interi settori industriali.
Per le famiglie imprenditoriali i prossimi mesi possono essere una importante opportunità per perseguire un processo di crescita che possiamo sintetizzare con l’acronimo GIM, che rimanda ad un ideale percorso di allenamento e di preparazione fisica.
La prima lettera di GIM sta per Governance. Lo scorso anno ha dimostrato che le imprese che si erano date un modello di governo societario chiaro, equilibrato e responsabile hanno saputo reagire con maggiore saggezza e prontezza alle tante sfide che la pandemia ha determinato. Aver definito per tempo e aver messo in pratica le regole e i processi con cui si prendono le decisioni in un’azienda, le modalità con cui vengono decisi gli obiettivi aziendali nonché i mezzi per il raggiungimento e la misurazione dei risultati raggiunti, ha permesso a molte imprese di trovarsi più preparate – allenate, potremo dire – di fronte alla pandemia. Questo è ancor più evidente se si analizza l’equilibrio finanziario che aziende più strutturate hanno saputo garantire anche in momenti di forte tensione dei conti.
Un ripensamento della governance deve contemplare anche la famiglia imprenditoriale, con l’obiettivo di definire le linea guida strategiche per il governo familiare, condividere una disciplina nel coinvolgimento dei diversi componenti della famiglia nell’azienda e, soprattutto, guidare il processo di passaggio generazionale.
La lettera I di GIM rappresenta la Internazionalizzazione. Se la pandemia ha chiuso le frontiere fisiche tra i diversi paesi, certamente ha accelerato – sebbene vi sia ancora molto da fare – l’abbattimento delle barriere digitali tra l’Italia e il resto del mondo. Crescita internazionale non solo come commercio con l’estero ma soprattutto come sviluppo della presenza di sedi e stabilimenti all’estero. Grande spinta può venire in questo dall’attività di M&A che può contribuire ad un importante passaggio dimensionale delle imprese familiari. Nel 2020 diverse imprese hanno condotto operazioni di acquisizione di concorrenti internazionali. Solo per citare alcune operazioni: GI Group, multinazionale guidata da Stefano Colli-Lanzi, ha acquisito società in Spagna, negli Stati Uniti, in Brasile ed in Polonia. Il gruppo Lavazza ha rafforzato la propria presenza nel settore della distribuzione automatica, acquisendo la britannica Fulfill da Compass Group. Il Gruppo FILA ha rilevato il marchio finlandese Arches, specializzato nella produzione e distribuzione di carta per arti creative.
Infine, la M di GIM è la Managerializzazione. Le sfide che attendono le imprese familiari necessitano di una cultura aziendale che sia pronta ad accogliere manager competenti e appassionati e che chiarisca i ruoli e le responsabilità tra la proprietà e il management – e, in tal senso, si torna alla prima lettera del nostro acronimo GIM -. La pandemia sta dimostrando la naturale capacità delle imprese familiari ad agire rapidamente e a modificarsi agli eventi che occorrono; se si aggiungesse talvolta un po’ di disciplina, o quanto meno una ‘flessibilità disciplinata’, le nostre imprese diverrebbero imbattibili. Le famiglie proprietarie possono utilizzare quest’anno per condividere con i propri manager una sfida comune e dare loro la possibilità di partecipare, essere protagonisti di questa sfida, creando un rapporto fiduciario e cercando di ‘anestetizzare’ i naturali confronti e discussioni in seno alla famiglia.
Managerializzazione vuol dire anche professionalizzare gli organi di governo aziendale, attraverso l’apertura del consiglio d’amministrazione a componenti esterni, indipendenti e qualificati per la strategia che la famiglia vuole perseguire e le sfide che attendono l’impresa.
Naturalmente, le imprese per crescere hanno necessità di molti strumenti; si potrebbe sostituire la I di internazionalizzazione con innovazione e la M di managerializzazione con mercati, intesi come apertura al mercato dei capitali che le famiglie possono valutare. Al tempo stesso, il percorso GIM così descritto rappresenta l’allenamento base per tutte le imprese familiari per essere pronte e determinate al momento della ripresa dell’economia mondiale.
L’imprenditore sa che quel momento, prima o poi, arriverà; la differenza sta tra chi si farà trovare allenato e tutti gli altri.

Fonte:https://www.ilsole24ore.com/art/un-nuovo-processo-l-allenamento-imprese-familiari-la-crescita-ADm77aGB