Il patrimonio più importante di un’azienda sono le persone: efficienza e soddisfazione possono determinare la differenza fra successo ed insuccesso. Il counseling aziendale può essere il mezzo più economico per migliorare le prestazioni, poiché la qualità del lavoro risente rapidamente e fortemente dei fattori personali

Un’azienda è un sistema umano e, come in ogni gruppo di questo genere, vi sono strutturalmente presenti relazioni e dunque possibilità di insorgenza di conflitti personali ed interpersonali. Il counseling aziendale affronta problematiche cruciali per l’individuo sul lavoro che non consentono alla persona di esprimere tutto il suo potenziale e che gli impediscono di adottare comportamenti adeguati alle specifiche situazioni da affrontare.

Il counseling aziendale è lo strumento relazionale d’aiuto che mira alla promozione del benessere delle risorse umane, valorizzando capacità individuali e indirizzando l’energia e la motivazione verso sviluppi coerenti con le esigenze aziendali. Questo perché è ormai indiscutibile la correlazione tra motivazione e produttività: la qualità della vita lavorativa delle persone si riflette sulle loro prestazioni. Diverse indagini mostrano come gli interventi di counseling aziendale inducano in ambito lavorativo un decremento del 50% di fenomeni quali assenteismo, ritardi, incidenti ed infortuni, indennità per malattia, cessazione del rapporto, etc…

Il counseling aziendale è uno strumento privilegiato che permette la crescita personale e professionale aprendo alla fiducia e alla speranza del e nel cambiamento personale. In quest’ottica il counseling aziendale avvia anche quel processo di empowerment per cui si valorizzano le potenzialità dell’individuo rafforzando le sue capacità di scelta, l’autodeterminazione e l’autoregolamentazione, sviluppando parallelamente il sentimento del proprio valore, la propria autostima ed autoefficacia, riducendo sentimenti di impotenza, sfiducia ed ansietà.

In azienda la figura del counselor può essere identificata da un supervisor o team leader o facilitatore interno. Anche il manager stesso può essere counselor delle proprie persone se adeguatamente preparato. Anche il manager più pragmatico deve riconoscere che un ascolto migliore, una stimolazione più discreta e una mobilitazione delle risorse dell’altro, danno risultati efficaci permettendo all’impresa di crescere qualitativamente differenziandosi dalla concorrenza.

Counseling aziendale: quando e perché

Il counseling aziendale può essere utilizzato in molteplici situazioni. Per esempio per bilanciare i bisogni organizzativi con le esigenze reali dei dipendenti, per valutare con i lavoratori la produttività e assicurare che il lavoro sia completato a livelli accettabili per l’azienda e in tempi sostenibili per il lavoratore, per verificare eccessivi carichi di lavoro e riequilibrarli. Ad un livello più psicologico il counseling aziendale può essere un valido sostegno per alzare la motivazione ed il morale nel singolo e nei gruppi, per ridefinire e riallineare bisogni e aspettative, per far scoprire al lavoratore punti di vista differenti sulla percezione delle difficoltà presenti in azienda o su situazioni problematiche.

Si interviene con il counseling aziendale soprattutto in situazioni di cambiamenti organizzativi con conseguente aumento della complessità nella gestione delle relazioni o dei contenuti professionali che generano condizioni di stressburnout o disagio nelle persone; per cambiamenti di ruolo o processi di crescita rapidi, come ad esempio l’acquisizione precoce di un ruolo di responsabilità che richiede lo sviluppo di competenze particolari, si utilizza il counseling aziendale per sviluppare nella persona un maggiore senso di efficacia nell’ottenimento di risultati professionali, per incrementare capacità creative e di problem solving.

Fonte: https://www.crescita-personale.it/home.html