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Come essere un leader senza essere un Ceo

Essere in grado di sviluppare una visione aziendale è una delle competenze più richieste ad un leader. Guardare al futuro, ovvero capire dove si sta andando e soprattutto dove si vuole andare, è di strategica importanza per ogni azienda, piccola o grande che sia, che punta ad affermare la propria presenza sul mercato di riferimento. Quando i membri del team credono nella vision aziendale sono molto più propensi a legare i propri valori individuali a quella visione condivisa. Ciò consente loro di sviluppare un maggiore senso di appartenenza e li motiva a offrire nuove idee e nuovi modi per raggiungere gli obiettivi di business prefissati.

 

Vision aziendale, ciò che serve per essere un leader

Sebbene la capacità di delineare una vision aziendale sia perlopiù legata al bagaglio di caratteristiche richiesto a chi ricopre ruoli dirigenziali, tuttavia può diventare una leva significativa verso il successo per chi è chiamato a svolgere compiti più operativi all’interno dell’organizzazione.

Ron Ashkenas e Brook Manville, co-autori del manuale del leader della Harvard Business Review, il progetto editoriale della Harvard Business School e dei suoi studenti, individuano tre opportunità di crescita che possono essere colte abbracciando la visione aziendale anche a livelli più bassi dell’organigramma e trasformare un manager in un leader senza che questo sia necessariamente un Ceo.

Come diventare leader contribuendo al perseguimento della visione aziendale

Ecco, secondo Ashkenas e Manville, cosa fare per aiutare l’azienda a crescere e, al tempo stesso, spingere il proprio sviluppo professionale acquisendo maggiori responsabilità nel tempo.

Aiutare l’amministratore delegato a modellare la visione aziendale

Chiusi nei propri uffici dalle pareti di cristallo a destreggiarsi tra conti, tabelle e report, a volte i Ceo rischiano di perdere il contatto diretto col team operativo chiamato a trasformare la visione aziendale in numeri reali. Conoscere aspettative, esigenze e idee di tutti i membri della squadra, o almeno di coloro coi quali si lavora a stretto contatto, può rivelarsi molto utile per aiutare gli alti dirigenti a raggiungere, attraverso una vision condivisa, quel senso di connessione necessario per remare tutti con forza verso la stessa direzione. Esprimere il proprio parere, come farsi portavoce dei pensieri condivisi coi colleghi, permetterà di essere identificato dai superiori come punto di contatto strategico con le unità operative e dai colleghi come un leader al quale consegnare la propria parola. Uno step in più per diventare un manager di successo.

Tradurre la visione aziendale per renderla rilevante per la squadra

La visione, come dice la parola stessa, è un qualcosa di astratto, un’idea del futuro che dovrebbe però via via materializzarsi nel percorso presente. Il compito di un bravo manager con doti di leadership è quello di tradurre quella visione per la propria unità o funzione. Elaborare una visione a scala ridotta è il primo step per tramutarla in azioni concrete. Proporre nuove idee e stimolare la propria squadra alla ricerca di soluzioni sempre più innovative il linea con la visione aziendale generale trasformerà il manager in un leader.

Condividere la propria visione aziendale

Non tutte le vision aziendali provengono dall’alto. A volte le intuizioni che rimodellano il futuro delle imprese nascono invece proprio da chi ricopre funzioni operative. L’inesorabile necessità di innovazione continua può dare l’opportunità di promuovere nuove idee, idee che possono rappresentare il potenziale per una crescita più ampia e persino una reinvenzione dell’azienda. Diventare un leader significa dunque anche sviluppare la capacità di andare oltre ciò che viene consegnato dall’alto, sperimentare, osare, ideare, saper guardare al futuro sebbene se non si è seduti sulla poltrona presidenziale.

 

Source: www.forbes.it
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